SISTEMI DI ADDUZIONE


Ho utilizzato dei sistemi di adduzione per identificare i diversi spazi, costruiti e non, e le relazioni che li legano nello tridimensionalità, utilizzando come sistema modulare di lettura dello spazio il cubo.

Visione di cubo inserito su i 3 principali assi cartesiani Visione del cubo in pianta su le 4 pricipale direzioni, nord, sud, est, ovest

Per la sua rappresentatività delle tre dimensioni principali nello spazio, x,y,z, e delle quattro direzioni principali in pianta, nord, est, sud, ovest, mi è sembrata la forma più adatta da utilizzare come modulo base, prima nelle adduzioni fatte, e poi nelle successive fasi del percorso metaprogettuale. 
Successivamente, il modulo base cubico, l'ho caratterizzato secondo tre principali categorie:

INTERNO

Lo SPAZIO INTERNO comprenderà tutti quegli spazi costruiti, chiusi da tutte le pareti, compresi il solaio ed il pavimento. Ad esempio se lo spazio preso in considerazione fosse una semisfera, lo rappresenterei nel mio sistema addutivo comunque come un cubo con tutte le facce.

INTERMEDIO TIPO A

INTERMEDIO TIPO B

INTERMEDIO TIPO C

INTERMEDIO TIPO D

Mentre lo SPAZIO INTERMEDIO sarà considerato come uno spazio interno a cui manca almeno una parete, quindi un cubo a cui manca almeno una faccia.


ESTERNO

 Lo SPAZIO ESTERNO identificherà quegli spazi esterni allo spazio interno ed intermedio.
Quando invece negli spazi definiti in precedenza, ci sarà un cono, starà ad indicare che in quello spazio esiste, o dovrebbe esistere una situazione di dialogo, che è quella che mi interessa, ed in base alla quale studierò i rapporti tra gli spazi.

CONO-DIALOGO

Successivamente all'identificazione del modulo base di adduzione e delle sue diverse caratterizzazioni ho definito le relazioni che legano le diverse categorie di spazio. Essendo un sistema di adduzione che scomporrà in moduli cubici nelle tre dimensioni il soggetto addotto, dovranno esistere delle relazioni che legheranno nella tridimensionalità i vari moduli.
Queste le ho chiamate RELAZIONI TRIDIMENSIONALI, e le ho caratterizzate in quattro modi:

COLLEGAMENTO ORIZZONTALE NON-COLLEGAMENTO ORIZZONTALE COLLEGAMENTO VERTICALE NON-COLLEGAMENTO VERTICALE

Ma che tipo di relazioni stabiliscono?
Stabiliscono delle relazioni tra i moduli rispetto all'uomo, e più precisamente a la sua possibilità di spostarsi da un modulo all'altro, quindi da uno spazio all'altro. Vorrà dire che se tra due spazi posti uno a fianco all'altro esisterà una relazione di tipo collegamento orizzontale, l'uomo potrà passare da uno spazio all'altro, probabilmente camminando. E ancora, se tra due spazi posti uno sopra all'altro esisterà una relazione di tipo non-collegamento verticale, non esisterà alcun tipo di collegamento, come l'ascensore o le scale, che permetterà a l'uomo di passare da uno spazio all'altro.
Nell' immagine animata ho voluto evidenziare come la possibilità di passare da uno spazio ad un altro, può incidere sulla sitazione che verrà a crearsi in essi, come ad esempio nel foyer dei cinema.

Nelle immagini successive ho tentato di chiarire meglio il passaggio dal dipinto all'adduzione nel quadro di Raffaello.

Nelle immagini ho evidenziato il passaggio dal dipinto, all'identificazione dei diversi spazi, interno-blu, intermedio-bianco, esterno-verde. Oltre a questo ho evidenziato alcune relazioni: dallo spazio intermedio-bianco si può passare allo spazio esterno-verde senza vincolo fisici (relazione di collegamento orizzontale), e lo stesso si può fare dallo spazio intermedio-bianco a quello interno-blu lungo la direttrice dettata dalla porta nell'edificio. quindi tre tipi di spazio: il portico-intermedio A-bianco, lo spazio all'interno del portico interno-blu, e lo spazio esterno-verde, posti in relazione come nello schizzo, e nell'adduzione definitiva.

Nel due lati ortogonali alla direttrice che attraversa lo spazio interno-blu, ho stabilito delle relazioni di non collegamento orizzontale-rosso con gli spazi intermedi A-bianchi.



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